Un nuovo processo per Glenn Marcus

Glenn Marcus è un nome che qui in Italia si è sentito poco. Eppure negli Stati Uniti ha sollevato un gran polverone nella comunità BDSM. Glenn era stato accusato da una sua slave e condannato a 9 anni per “forced labor” e “sex trafficking“. I fatti sono, come spesso succede, quantomeno nebulosi. Glenn conosce nel 1999 una ragazza, Jodi, su una chat e si incontrano per una prima sessione bdsm, a cui ne seguono altre, al punto che Jodi, dopo alcuni mesi, decide di trasferirsi a vivere da un’altra schiava di Glenn, per potergli stare più vicino. E nei mesi successivi Glenn continua ad avere incontri a fondo bdsm con entrambe e a farsi aiutare da loro nella gestione del suo sito Slavespace.com, scrivendo pagine, racconti e anche facendosi riprendere in fotografie pubblicate sul sito. Ma ad un certo punto Jodi comincia ad avere paura e a temere di non poter lasciare Glenn e interrompere la relazione. Si trasferisce a New York con un’altra schiava di Glenn (ma quante ne ha??) e dopo altro tempo torna a vivere da sola (sono passati 2 anni abbondanti dall’inizio della loro relazione). Mantiene i contatti con Glenn nella speranza di poter mantenere un certo controllo sulle foto che sono in suo possesso, fino a quando, 2 anni e mezzo dopo la fine della loro relazione, non si rivolge all’FBI sostenendo che era stata torturata (ma va?), obbligata a lavorare sul sito (pena ulteriori punizioni corporali…) e minacciata di inviare copia delle immagini alla sua famiglia.
Il tribunale d’Appello però ha stabilito che il processo si dovrà svolgere nuovamente perchè la legge a cui si faceva riferimento (Trafficking Victims Protection Act) era entrata in vigore solo nel 2000.

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