Cosa spinge alcune migliaia di persone a passare le proprie vacanze in una piccola cittadina francese sul mare quasi al confine con la Spagna? O meglio, cos’ha questa cittadina di così speciale da attrarre ogni anno un numero sempre crescente di persone visto che il mare non è né meglio né peggio di quelli di tanti altri posti? Noi di Alcova abbiamo voluto scoprirlo e quest’anno ci siamo organizzati per investigare su questo mistero e così io, vanja e la schiavetta siamo partiti verso questa avventura armati di creme solari e asciugamano.
Se il posto di cui si parla è Cape d’Agde le ragioni sono subito evidenti… almeno se di Cape d’Agde e delle sue meraviglie ne avete sentito parlare prima.
Un piccolo villaggio naturista è diventato la meta di pellegrinaggio di famiglie, coppie giovani e non, gruppi di amici e amiche che per alcuni giorni vengono qui soprattutto per liberarsi di vestiti e inibizioni: infatti quello che distingue Cape d’Agde da altre spiagge o resort naturisti (per lo meno qui in Italia) è che naturismo e trasgressione convivono senza creare problemi o traumi. A nessuno.
Di giorno è normale vedere quasi tutti gironzolare tranquillamente nudi in spiaggia, ma anche al bar, al supermercato o al ristorante. Dopo l’imbarazzo iniziale che coglie inevitabilmente chi non è mai stato in un campo nudista, nel sentire l’aria su zone del corpo che normalmente sono coperte, quasi non ci si fa più caso e si torna ad avere un comportamento normale, a chiacchierare con il vicino di ombrellone o ad entrare in un negozio per curiosare un po’ tra souvenir e cartoline. Di giorno Cape d’Agde mostra il suo lato naturista nella maniera più… naturale possibile. Certo, ci sono zone sulla spiaggia dove ci si può lasciare andare in effusioni di coppia o di gruppo, ma è anche vero che sono zone ben note a tutti e da cui, chi non gradisce, si tiene a distanza: d’altronde non è difficile notare quegli improvvisi assembramenti di 40 o 50 persone che si accalcano nell’acqua bassa per vedere la ragazza di turno esibirsi in qualche fellatio e magari riuscire anche ad essere coinvolti sull’onda -è il caso di dirlo- dell’eccitazione.
Ma per lo più la spiaggia di Cape d’Agde è frequentata da chi vuole semplicemente godersi il sole e il mare (freddino, ma sempre piacevole). I bambini piccoli giocano sulla sabbia, le mamme si preoccupano per quelli più grandicelli che non vogliono uscire dall’acqua, gli adolescenti chiacchierano tra loro e gli anziani borbottano che ai loro tempi tutto era diverso. Come già detto il fatto che si sia nudi o no passa in secondo piano e ci si rende conto che poi non c’è così tanta differenza tra il portare o no qualche centimetro di tessuto sulla pelle.
Abbiamo conosciuto alcune persone simpatiche, italiani, belgi, francesi, con cui scambiare quattro chiacchiere sotto il sole e da cui apprendere qualche notizia in più su Cape d’Agde e la sua vita, per capire perché ci si fa qualche migliaio di km in macchina, moto o camper per passare qui le vacanze. Alcuni di loro vengono qui da anni e hanno acquisito le loro piccole abitudini: lo stesso appartamento in affitto, lo stesso punto della spiaggia dove sistemarsi, lo stesso club dove andare la sera.
La sera invece, ci si veste in modo più o meno ammiccante per andare a cena in uno dei ristorantini disseminati lungo i vari edifici che compongono il villaggio e poi prendere un drink e socializzare un po’ prima di entrare in uno dei club privè che costituiscono l’altra faccia di Cape d’Agde, quella che attira scambisti, swingers o libertins come dir si voglia. Mi piace la parola francese “libertin”, molto più del nostro “scambista”. Dà più il senso dell’individualità della scelta di uno stile di vita, mentre da noi sembra che richiami più un baratto. Ed in effetti qui a Cape d’Agde non ci sono solo coppie (che pure rappresentano la stragrande maggioranza dei villeggianti), ma anche singoli e singole, magari gruppi di amici, che vengono qui per divertirsi anche sessualmente.
Ballare e spogliarsi sui banconi dei bar, sia che si abbia un fisico mozzafiato sia che si abbia qualche chilo in più, può essere una forma di esibizionismo o un atto liberatorio delle proprie inibizioni. Di sicuro l’effetto è molto più piacevole, goliardico e scanzonato di quello che succede in un night club. Dopotutto la magia di Cape d’Agde è proprio quella di dare una scusa sufficiente (sono lontano da casa, nessuno mi conosce, nessuno si scandalizza, etc) per poter essere, esprimere quello che si ha dentro.
Dev’essere questo il motivo che attira qui così tante persone. La voglia di potersi comportare liberamente (il che non significa “senza regole”!!) durante ogni minuto della giornata. Vuoi stare nudo mattina e sera? Puoi farlo. Vuoi vestirti con una tutina trasparente e andare in giro? Puoi farlo. Vuoi portare, come ho fatto io, la tua schiavetta nuda e al guinzaglio? Nessun problema.
Non ho visto nessuno avventarsi sulla prima donna che mostrava le tette. Gli approcci sono sempre molto educati e l’etichetta viene sempre rispettata. Un rifiuto è categorico e se le avances non sono gradite, è inutile insistere. Grazie e arrivederci.
Che bella cosa l’educazione. Anche senza mutande.